POESIE ROMANESCHE

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Nome: Beniito Ciarlo
Benito Ciarlo è un poeta spontaneo, popolare. Dotato di una “verve” pronta, di uno spirito attento a cogliere il paradosso, di una capacità praticamente illimitata di tradurre in verso e in rima qualsiasi cosa (nel solco della più genuina tradizione della poesia popolare), usando schemi metrici classici e verso tradizionale (endecasillabo e settenario). Il tutto con una facilità che ha dell’incredibile: oggi il tal politico spara una scemenza, e state pur certi che, impegni permettendo, questa sera stessa troverete sul Web, da qualche parte, un sonetto o una pasquinata di Ciarlo che gli fanno pelo e contropelo. Naturalmente esagero un po’, ma non più di tanto. Ed è questa straordinaria capacità di tradurre tutto in versi, quasi parlando in versi, il punto a mio avviso più notevole della sua poesia, una poesia che recupera il gusto dell’artigianale, un modo di esprimersi spensierato e giocoso quasi per reazione ad una poesia di finte lacrime e di finti sentimenti. (Lucio Marini su: Poiein)

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mercoledì, 23 novembre 2005

Si vôi scrive ‘n sonetto, amico caro

(A TIBERINO)

Si vôi scrive ‘n sonetto, amico caro
hai da fa er conto bene ad ogni verso
hai da compone in modo giusto e raro
ùnnici sillabbette a capoverso.

Li primi otto, con un conto paro,
hanno ‘n rimario artèrn’o pur converso
la rima se sviluppa come a un faro:
sbajianno manni tutto de traverso.

Rèsteno l’antri sei, lettore ignaro,
e l’ordine rimane nun  disperso
si conservi la rima “paro e sparo”.

Quattordici fa’ er conto, monn’amaro, 
ed io contanno quasi me c’inverso
la penna er fojio e puro er calamaro.

20 marzo 2004 °Benito Ciarlo

BelliIL MIO AMICO BRIANZOLITUDINE HA TRADOTTO IN LOMBARDO QUESTO SONETTO

CHE ASPETTATE ANDATELO A LEGGERE! 

postato da: romanesche alle ore 22:39 | link | commenti (3)
categorie: si voi scrive n sonetto amico ca

Commenti
#1   26 Novembre 2005 - 14:41
 
Ars poetica sopraffina in romanesco. Benito peccato che vivi a Roma, un bicchiere ogni tanto insieme sarebbe bello tracannarlo :)
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#2   02 Dicembre 2005 - 13:31
 
Ben, mi permettoperché sei bravissimo, ma lo so che non sei romano anche se parli le lingue in modo invidiabile. Ogni tanto nei tuoi bellissimi sonetti, lisci o intorcinati che siano, c'è qualche piccola imprecisione dialettale. In questo:
l'infinito di comporre è 'compone', quindi dovrebbe essere:' hai da compone in modo giusto e raro'.
Per il resto bravissimo come sempre.
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#3   03 Dicembre 2005 - 00:48
 
per questo le pubblico, così come diceva il papa si sbajio mi corriggerete!
Grazzie Trià provvedo.
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